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CATTOLICA FACTORY NEWS
8 lug 2015

Il Business Model. La mappa da cui partire per fare centro

Adattamento, flessibilità, qualcuno parla anche di “resilienza”. Sono parole che, insieme a concetti come soft skills e personal branding, accompagnano sempre più spesso la ricerca di un lavoro o la progettazione di un’attività autonoma. Come mai? Perché in un contesto in cui competenze e profili cambiano a distanza di pochi mesi, la capacità di far fronte in maniera positiva e produttiva agli imprevisti e ai mutamenti del mercato è ormai fondamentale.

 

Un approccio che può rivelarsi molto efficace, qualunque sia il campo in cui si opera o l’obiettivo da raggiungere, è pensare la propria strategia in termini di Business Model.

 

 

Cos’è un Business Model? A cosa serve?

 

Te lo spiegheremo meglio nel prossimo incontro della community di Talent-Up “Chi fa da sé non fa trend” del 9 luglio (clicca qui per iscriverti), ma anticipiamo qui qualche informazione da cui prendere spunto.

 

Il Business Model è uno strumento che riassume schematicamente il modo in cui un’azienda crea, fornisce e acquista valore. È diviso in diverse sezioni, ognuna delle quali descrive un aspetto diverso. Solitamente il documento si compone di 9 capitoli: Clienti, Valore, Canali, Relazioni, Ricavi, Risorse, Attività, Partener, Costi.

 

Come si può intuire è un modo semplice ma ordinato di riflettere sulle risorse che si possiedono e su come organizzarle al meglio; il fatto stesso di descrivere le caratteristiche dei soggetti ai quali ci vogliamo rivolgere (può trattarsi di un target di clienti ma anche di un gruppo di aziende cui inviare la propria candidatura o la propria proposta di business) aiuta a comprendere come fare il passo successivo: capire quali azioni intraprendere e come fare promozione, di noi stessi, della nostra candidatura o del nostro business.

 

Quella del Business model è insomma una fase chiave. È la base su cui poggia una strategia. Più è completo, più semplice sarà passare dalla teoria alla pratica.

 

Un giovane o un team che fa il punto sulle proprie Competenze, ad esempio, non è così diverso da un’azienda che pensa alle proprie Risorse. In entrambi i casi sarà il punto di partenza per capire qual è il valore aggiunto che si è in grado di fornire, ad un potenziale datore di lavoro, ad un target di clienti o ad un business angel.

 

È in questa fase che si comprende qual è il costo per mettere in campo le nostre risorse, cosa eventualmente manca, con chi allearci o fare squadra per raggiungere un obiettivo, quali canali utilizzare e quali i vantaggi che derivano dallo scegliere la strada X o la strada Y, se conviene percorrere un sentiero già battuto da altri o se l’opzione migliore è cercarne uno nuovo.

 

Utilizzare un Business Model potrebbe farti addirittura scoprire che hai uno spirito da innovatore!

 

Pronto per cominciare?