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CATTOLICA FACTORY NEWS
9 nov 2015

Dall’aula all’impresa, ora l’alternanza è un obbligo

Collegare ciò che i ragazzi imparano nelle aule scolastiche con le fabbriche, gli uffici e i laboratori dove andranno a lavorare una volta finito il loro percorso di studi: questo è l’obiettivo da più parti indicato come prioritario da parte dei decisori politici come degli attori economici.

Fra gli strumenti per arrivare a questo risultato, il principale è l’alternanza scuola-lavoro introdotto con la legge 77 del 2005 per “accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro”. Nata come facoltativa, l’alternanza da qualche mese è diventata obbligatoria per tutti: la legge 107/2015 – la cosiddetta “Buona Scuola” – ha reso questo strumento strutturale dall’anno scolastico 2015-2016 per gli studenti dal terzo al quinto anno delle scuole superiori. Il minimo è di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali, e di almeno 200 ore nei licei.

Le offerte di alternanza scuola-lavoro dovranno essere inserite obbligatoriamente nei Piani dell’offerta formativa dell’istituto. I ragazzi potranno svolgere gli stage anche all’estero, anche durante il periodo di sospensione delle attività didattiche e anche con la modalità di impresa formativa simulata (IFS), ovvero gestendo un’azienda “in laboratorio”, simulando la creazione e gestione di un’impresa.

È prevista, inoltre, l’istituzione di una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, e gli studenti potranno esprimere anche la propria valutazione sull’esperienza in azienda e sulla sua reale efficacia. Anche al dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, spetterà valutare le strutture in cui l’alternanza si è svolta evidenziando potenzialità e difficoltà.

Ma quanti sono le scuole che fino ad oggi hanno aderito a questa opportunità? Secondo i dati elaborati dall’Istituto nazionale di documentazione Innovazione e Ricerca educativa per conto del ministero dell’Istruzione, l’alternanza scuola-lavoro è stata adottata come metodologia didattica dal 43,5% degli istituti nel 2013-2014, meno della metà, dunque, e appena il 10,7% degli studenti.

Nell’anno scolastico 2013-2014 i percorsi attivati sono stati 10.279 (nel 2012-2013 erano stati di più: 11.600) e hanno coinvolto 210 mila studenti, il 10,7% del totale. In crescita, in quell’anno scolastico, il numero di aziende che hanno partecipato: erano state 126 mila, cioè il 21,6% in più rispetto all’anno precedente. Un sondaggio Eurobarometro su 7 mila aziende europee ha rivelato che per l’81% degli imprenditori italiani l’esperienza lavorativa è un requisito fondamentale al momento dell’assunzione, indipendentemente dal tipo di mansione.