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CATTOLICA FACTORY NEWS
9 mar 2016

Startup, ora è più facile. In Italia sono oltre 5mila. A Progetto di Vita un aiuto per comprendere quali competenze servono a far prendere il volo ad un’idea

La startup? Fra qualche giorno si potrà costituire senza andare dal notaio, con un risparmio che arriva fino a 2mila euro. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha infatti firmato il decreto – atteso da un anno – che “sburocratizza” la creazione di una nuova impresa. A breve sarà disponibile il  modulo online, una buona notizia per il mondo sempre in fermento delle startup. Dal freelance alla Partita Iva, dal lavoratore indipendente al collaboratore autonomo. In ordine temporale, chi vuole avviare un’attività imprenditoriale, deve prima di tutto stabilire la forma giuridica per il proprio progetto, cercando l’opzione più vantaggiosa in termini di incentivi fiscali e normative speciali.

 

Il Decreto Legge 179/2012 in materia di “misure urgenti per la crescita del Paese” introduce, nel panorama legislativo italiano, un quadro di riferimento  valido a favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative, ovvero quelle che ormai tutti chiamano “startup”. La normativa, convertita in legge nel 2015, prevede una serie di agevolazioni a beneficio non solo delle 5264 startup innovative oggi registrate su tutto il territorio italiano, ma in fondo di tutti quelli che ci vogliono provare. Ma come sono distribuite le startup sul territorio? Più nel dettaglio – a marzo 2016 –  la Regione che registra più imprese di questo tipo è Lombardia, a quota 1151, seguita da Emilia Romagna (599), Lazio (532), e Veneto (392). Alcuni giovani che vogliono provare a realizzarsi come imprenditori passano anche per Progetto di Vita. «Ai ragazzi che vengono da noi con in mente un’idea o un progetto d’impresa più o meno avviato – spiega Daniele Galante, startupper e membro del team di Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani – noi offriamo un servizio che si posiziona in una fase precedente all’entrata in un incubatore, in un acceleratore o in programma di formazione ad hoc per lo sviluppo della business idea: qui pensiamo ai giovani, non valutiamo le loro idee ma li aiutiamo a capire quali competenze sono richieste ad un imprenditore, quali caratteristiche deve avere il team, che è il più importante elemento per il successo di un’idea imprenditoriale. Non solo: mettiamo a loro disposizione alcuni strumenti utili , quali il visual thinking e il business design, perché possano costruire  il loro modello e poi decidere in autonomia gli step succesivi con i quali presentarsi al mercato. Attraverso un percorso di orientamento modulare, (“intraprendere”)  i giovani aspiranti startupper hanno la possibilità di fare un bilancio delle proprie competenze,  invidividuare quelle skills tecniche o trasversali necessarie per la messa a terra del loro piano d’azione. infine all’interno della nostra community e, grazie al network, i ragazzi hanno anche la possibilità di incontrare altri giovani che per competenze e interessi possono far parte del loro team.”

 

Requisiti. Può diventare una startup innovativa un progetto d’impresa che si presenta come società di capitale, costituita da non più di 60 mesi e il cui totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non supera i 5 milioni di euro. L’impresa deve avere sede in Italia o in uno Stato membro dell’UE, a condizione che abbia una sede produttiva o una filiale in Italia e non si sia costituita per effetto di una fusione, una scissione societaria o una cessione d’azienda. Deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo “sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico” e, infine, non deve distribuire o aver distribuito utili.

 

Agevolazioni fiscali. Ed ecco la novità prevista dal ministro Guidi: la legge prevederà l’esonero dal pagamento delle imposte in sede di avvio. La startup potrà redigere l’atto costitutivo anche attraverso un modello standard, facendo ricorso alla forma digitale. Non sarà soggetta al pagamento dell’imposta di bollo e dei servizi di segreteria dovuti per qualsiasi adempimento da effettuare presso il Registro delle Imprese, e sarà esclusa dal versamento dei diritti annuali alla Camera di Commercio. Un risparmio che può arrivare fino a 2mila euro, in pratica un ulteriore incentivo per l’avvio. Per quel che riguarda gli incentivi fiscali, per gli investimenti a favore di startup provenienti da persone fisiche è prevista una detrazione Irpef pari al 19%, mentre, se l’investimento arriva da una società, vi sarà una deduzione dall’imponibile Ires del 20% sull’ammontare de finanziamento. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda startup a vocazione sociale e quelle che operano nel settore energetico: in entrambi i casi le percentuali salgono rispettivamente al 25% e al 27%.