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CATTOLICA FACTORY NEWS
3 mag 2016

Individual Coaching, un metodo per identificare meglio il proprio futuro professionale

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. Quattro secoli avanti Cristo, Seneca coniava un aforisma valido oggi più che mai. In un’epoca in cui il lavoro si arricchisce di competenze e specializzazioni, più è chiaro il proprio obiettivo, personale e professionale, più si hanno possibilità di raggiungerlo: è un suggerimento prezioso per chi è in cerca del proprio posto nel mondo ma anche a chi punta a migliorare il proprio ruolo professionale. Esistono specifici programmi di sviluppo personalizzati che hanno come obiettivo favorire una maggiore consapevolezza di sé, da utilizzare come leva per cambiare, in meglio, la propria vita. Stiamo parlando dell’Individual Coaching, metodologia finalizzata a facilitare l’ottenimento di risultati attraverso una serie di incontri individuali con un professionista, il cui ruolo consiste nell’aiutare una persona a scoprire attitudini, risorse e competenze trasversali funzionali al cambiamento che vuole ottenere. Nel team di esperti di Progetto di Vita – Cattolica per i giovani tra le persone di riferimento c’è Roberto Barbi.

 

Prima di entrare nel dettaglio del percorso, sarà utile chiarire insieme a lui a quale target è rivolto: «L’Individual Coaching è un metodo che aiuta i giovani e definire un obiettivo professionale e costruire un piano d’azione focalizzato al suo raggiungimento – spiega Roberto Barbi – in particolare, ne potrà trarre utilità chi vuole potenziare le proprie capacità trasversali per crescere professionalmente o migliorare la propria performance lavorativa, chi vuole cambiare lavoro o chi punta ad un upgrade della propria posizione o a dare una svolta alla propria carriera. E ancora, a chi si immagina un futuro come imprenditore di se stesso»

 

Come ogni percorso, il coaching individuale prevede una serie di tappe che, una dopo l’altra, avvicinano alla meta finale, raggiunta quando una persona  definisce un piano d’azione valido a raggiungere l’obiettivo prefissato. «Il programma prevede che il ragazzo venga supportato nell’analisi del contesto presente in cui è inserito e nell’individuazione di un contesto futuro, più affine alle sue aspirazioni e al suo desidero di cambiamento – evidenzia l’esperto nel definire i principali “ingredienti” del percorso – in un ideale prosieguo, arriva la presa di coscienza di potersi aprire a nuove possibilità progettuali, attivando e potenziando le proprie risorse interne e sviluppando risorse esterne utili a raggiungere l’obiettivo. Il cerchio si chiude quando il ragazzo è in grado di individuare un piano di azione concreto, definendo azioni, tempi e strategie efficaci per superare ostacoli e vincoli interni ed esterni».

 

Questo metodo trova applicazione pratica nella relazione tra professionista e ragazzo. «Tale relazione si costruisce attraverso incontri individuali – continua Barbi – durante i quali il professionista ha il compito di stimolare il ragazzo con domande personalizzate e talvolta provocatorie, esercitazioni scritte che attivino le risorse della persona e le aiutino a superare eventuali blocchi, o vincoli interni o esterni, per passare all’azione, definendo cioè un piano concreto, una sorta di “to do list”, un mettere in pratica ciò che si è definito. Compito dell’esperto è assicurarsi che la persona resti focalizzata sui risultati che vuole raggiungere, fornendo stimoli e feedback».