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«Il laboratorio delle idee»
CATTOLICA FACTORY NEWS
24 mag 2016

«Il laboratorio delle idee»: lavoro di squadra, sintesi di idee, organizzazione del tempo: le competenze per arrivare alla finale

Cinque mesi di lavoro, prima di tutto, di soddisfazioni, ma anche di ostacoli da superare, a volte ardui. Arrivando alla fine ad ottenere il risultato previsto: trasformare un’idea in un progetto. Ora manca solo l’ultimo passo: portare a casa la vittoria, venerdì 27 maggio, nella finale di «Cattolica Factory – Il laboratorio delle idee». Poco prima di sera si saprà quale dei sette team in gara potrà volare a Berlino, a visitare la «Factory» della capitale tedesca, uno degli acceleratori di startup più validi d’Europa. Ma per arrivare all’ultimo atto nell’auditorium di Cattolica di via Calatafimi, a Verona, le sette squadre hanno dovuto lavorare a testa bassa. Sia i componenti dei team che i loro community angels: in circa 150 giorni si è arrivati a definire il progetto, con la speranza che possa essere quello vincitore.
Un percorso non facile: anche per questo motivo rimarrà ancor più come un ricordo indelebile per i ragazzi partecipanti, come ogni obiettivo per il quale si lotta per ottenerlo. Ed è proprio nelle testimonianze loro, dei ragazzi che si sono messi in gioco, che si possono individuare alcuni step comuni per tutte le squadre.
Il primo ostacolo da superare è la conoscenza reciproca: tutti i team, infatti, erano formati da ragazzi che non si erano mai visti prima. «A mio avviso i momenti più ostici della competition sono emersi all’inizio del percorso – spiega una ragazza – quando ancora tra i componenti del gruppo non ci si conosceva e di conseguenza si è dovuto imparare a collaborare nonostante i caratteri completamenti opposti». Un’affermazione che si ritrova in molte testimonianze, una delle skill che rimarrà per i ragazzi: aver toccato con mano la bellezza e – a volte – la difficoltà di lavorare in squadra. Amalgamare caratteri, personalità, idee.
E fare sintesi: questo un altro scoglio da superare. Saper scegliere l’idea giusta. Lo spiega al meglio un’altra partecipante: «Definire l’idea è stato il momento più difficile perché tutti avevamo in mente il progetto… diverso». E spesso la soluzione migliore è stata proprio quella di prendere il meglio da ogni proposta, perfezionando così il risultato finale.
Ma le squadre sono formate da ragazzi che studiano, hanno hobby e impegni. Altra grande prova è stata trovare il tempo per riunirsi assieme e lavorare. Ovvero imparare a gestire al meglio la propria giornata, i propri ritmi. Esattamente come succede in un posto di lavoro. «Abbiamo dovuto capire come gestire la suddivisione dei diversi compiti da svolgere – spiega un’altra delle finaliste – e riuscire ad “incastrare” gli impegni legati alla competition con quelli universitari e lavorativi».
Testimonianze che fanno toccare con mano quanto il percorso verso la finale sia stato utile a far crescere i partecipanti. Ora non resta che aspettare il nome del vincitore: appuntamento il 27 maggio (ore 17), nell’Auditorium di Cattolica in via Calatafimi 10. L’evento è aperto a tutti: ci si può iscrivere, entro il 26 maggio, nella pagina dedicata.