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CATTOLICA FACTORY NEWS
31 mag 2016

Clubbo, l’app per partecipare a eventi e imparare una lingua. Ecco le vincitrici di «Cattolica Factory – Il laboratorio delle idee»

Un’app per permettere ai giovani di imparare al meglio una lingua straniera, divertendosi e mettendosi alla prova realmente, parlando con delle persone, non solo interagendo con un pc o leggendo un libro di testo. Una piattaforma che permette di volare: è infatti il team ideatore di Clubbo ad aggiudicarsi la competition «Cattolica Factory – Il laboratorio delle idee» e ad andare a Berlino, alla scoperta di Factory Berlin, il più grande incubatore della cosiddetta “Silicon Allee”, oggi ecosistema di startup tra i più attivi in Europa, una delle realtà più all’avanguardia e innovative del continente.

Tre ragazze, Ilaria, Elena ed Andrea, che non dimenticheranno mai la finale della competition, che si è svolta venerdì 27 maggio nell’Auditorium di Cattolica a Verona. Davanti ad oltre duecento persone, sono state loro, l’ideatrici di Clubbo, a convincere la giuria qualificata che ha scelto il progetto migliore fra i sette finalisti. Per tutti una grande esperienza, un percorso durato mesi che ha portato ai ragazzi competenze che rimarranno per il resto della vita. Tre ragazze che non si conoscevano prima dell’incontro iniziale, di dicembre scorso, tre studentesse di ambiti umanistici accompagnate nel loro cammino da Claudia Annechini, tutor e dottoranda dell’Università di Verona, e Cristina Rolli, community angel e insegnante di matematica. Ma tutti i sette progetti finalisti hanno ben impressionato i giurati: la scelta non è stata facile.  Alto è stato infatti anche il livello degli altri partecipanti in gara, Tello, app di mobile learning per insegnare le lingue ai bambini, Business to School, piattaforma per gestire l’organizzazione di progetti di alternanza scuola-lavoro, Over Pass, che permette allo studente di scegliere e contattare l’azienda in cui fare un tirocinio, Teach to Teach, nata per aiutare gli insegnanti ad aggiornare le loro competenze trasversali, Skill-lab, servizio online dove gli studenti propongono attività in cui esercitare le proprie le soft skills e infine Learning Cell, un cloud per mettere in rete tra scuole i progetti di studio realizzati dai singoli studenti.

 

Clubbo, ecco come nasce e si sviluppa l’idea

 

Clubbo parte dall’esigenza, riscontrata tramite una ricerca condotta sui ragazzi del territorio, che hanno i giovani di apprendere sul campo una lingua straniera. La preparazione scolastica, infatti, non viene percepita come sufficiente. Oggi i giovani hanno bisogno di praticare e esercitare la lingua facendo conversazione, ampliando il proprio network e incontrando realmente persone con cui dialogare.  I” competitors” dell’idea, già esistenti sul mercato, (Duolingo, Memrise, Busuu, Babbel), lasciano un senso di insoddisfazione dovuto alla principale interazione virtuale.

Ed ecco quindi l’idea: un’app pensata per permettere ai giovani di sviluppare la propria conoscenza delle lingue straniere in modo social ma anche digital, coniugando i due aspetti in modo semplice e spontaneo, basando la propria attività sul principio dello user-generated content. L’utente può scegliere un evento in lingua tra quelli più vicini alla sua posizione, che troverà classificati in base alla tipologia (spettacolo teatrale, cineforum, lettura pubblica, aperitivo, competizione sportiva), alle difficoltà e alle capacità linguistiche che si svilupperanno maggiormente (come ascolto, lettura, scrittura, espressione verbale). Dopo aver partecipato all’appuntamento, potrà compilare una valutazione: le recensioni dei partecipanti certificheranno la qualità dei diversi eventi e, di conseguenza, l’affidabilità dei vari organizzatori. Il progetto punta anche a collaborare con scuole, università, associazioni ed enti linguistici: il loro coinvolgimento, infatti, farà crescere la reputazione dell’iniziativa. L’obiettivo futuro e più ampio di Clubbo è quello di esportare il proprio modello di apprendimento linguistico a livello nazionale e internazionale per offrire agli utenti un’ulteriore espansione del loro networking e accompagnarli con successo nei loro trasferimenti di studio e di lavoro all’estero. Ora il passaggio all’estero, però, è quello che dovrà fare il team di Clubbo: a Berlino, come premio per il lavoro fatto.

 

Le parole dei protagonisti

 

Un percorso lungo mesi, fatto di passi avanti e ostacoli da superare. Far diventare l’idea un progetto non è stato semplice. Come testimonia Elena Girelli: «Dopo aver individuato tante, forse troppe, idee  abbiamo dovuto scontrarci con la realizzabilità effettiva del progetto, per cui non è stato semplice unire il “pensare in grande” al “pensare a qualcosa di effettivamente realizzabile”».  Imparare ad essere concreti, quindi, ma non solo, anche tanta formazione per capire qual era la strada giusta. Come dice Ilaria Milani: «Ci sono stati vari momenti che hanno avuto un impatto formativo per me, ma se dovessi identificarne uno in particolare, sceglierei la giornata di formazione relativa al business plan. È stata un’occasione per imparare a fondo come concretizzare un progetto ed estremamente utile per capire l’importanza di una severa autocritica nell’analisi dei vari dettagli».  E poi l’elemento forse fondamentale: il saper stare bene assieme. «Tra i ricordi più belli terrò sicuramente il primo incontro ufficiale del nostro team – spiega Andrea Bronzetti –  una semplice cena tutte assieme dove però è emerso tanto di noi e dove ho capito che al di là di tutto sarei riuscita ad integrarmi con le ragazze anche grazie alla loro esperienza sicuramente maggiore della mia». Un’occasione non solo per le componenti del team, ma anche per chi le ha guidate. Racconta infatti Cristina Rolli: « Come professionista ho potuto apprendere modi migliori di comunicare le mie idee agli altri, ho conosciuto un po’ meglio il mondo delle startup, ho potuto aumentare il mio network, arricchendolo di persone molto interessanti e propositive». E Claudia Annechini le fa eco: «Scoprire di avere capacità legate al teambuilding e al teamworking, avere la fiducia e la considerazione da parte delle concorrenti, condividere i successi, questi sono certamente gli aspetti più appaganti della mia partecipazione alla competition».