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CATTOLICA FACTORY NEWS
8 giu 2016

Servizio civile nazionale, occasione per crescere e mettersi in gioco. Domande entro il 30 giugno

Per molti ragazzi che lo hanno già fatto, è stata più che un’opportunità. Un modo per mettersi in gioco, per crescere professionalmente e come persone. Il servizio civile nazionale permette di passare 12 mesi a fare un qualcosa di utile per tutti: portare avanti un progetto sociale, lavorare in ambito culturale (musei, biblioteche, ecc), prendersi cura dell’ambiente. Una possibilità per i giovani dai 18 ai 28 anni, retribuita con 433,80 euro al mese. E sono da poco usciti i bandi che mettono a disposizione una parte di 42mila posti totali, circa la metà. Sono infatti 21.359 i volontari che potranno essere selezionati grazie alle domande da presentare entro le ore 14 del 30 giugno del 2016. Per sapere come fare si può consultare il bando nazionale, con le informazioni contenute nell’articolo 4.

 

Tanti i posti disponibili anche in Veneto: 755 per 117 progetti dislocati su tutto il territorio. La durata del Servizio Civile Nazionale è annuale, richiede un impegno di almeno 30 ore settimanali e prevede, come anticipato, una retribuzione mensile di 433,80 euro.  Possono partecipare: cittadini italiani e dell’UE, cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti nel nostro Paese. Sono sei gli ambiti attorno ai quali ruotano i progetti: assistenza, protezione civile, ambiente, patrimonio culturale, educazione, promozione culturale. Per capire quanto il servizio civile nazionale sia un’esperienza formativa, basta scorrere un po’ i racconti di chi l’ha fatto nell’apposita pagina del sito del Governo.

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Come Marco Cantelli, che ha dato una mano nella Piccola Casa della Divina Provvidenza «Cottolengo» di Firenze. «Ho lasciato una parte di me nel cuore di persone fragili e umili, sempre desiderose d’affetto e di qualcuno che possa riscaldarle nei momenti tristi di una giornata comune – scrive – La semplicità, i piccoli gesti che arricchiscono uomini e donne emarginate da un mondo che ha deciso di escluderli dalla società perchè non produttivi in termini materiali ma che vivono ed esistono come tutti gli altri esseri umani e che hanno gli stessi diritti. Uomini e donne con quel senso di umanità, che si è perduto, si può intravedere e riscontrare in maniera marcata ancora meglio in queste persone sensibili e adorabili allo stesso tempo, intelligenti anche se si nascondono dietro ad una disabilità fisica o mentale. Grazie dei bei momenti passati insieme e dell’amore che ci siamo trasmessi a vicenda». Testimonianze di un anno che si ricorderà.