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CATTOLICA FACTORY NEWS
17 giu 2016

Crederci fino in fondo, imparare dagli errori, confrontarsi: come far nascere un’impresa di successo. La testimonianza di Claudio Bellinzona

Credere in un’idea fino alla completa realizzazione, motivare il team, imparare dagli errori senza spaventarsi e soprattutto integrare le proprie competenze attraverso il confronto. Sono questi alcuni degli ingredienti indispensabili per avviare un’impresa di successo, che sappia adeguarsi ai tempi e crescere. Ne è un esempio Claudio Bellinzona, co-founder e COO di Musement, il sito internet che vende “esperienze turistiche” aggregando sul web piattaforme diverse. Dalle partite di baseball in America alla visita in jeep sull’Etna, dai biglietti salta coda nei più bei musei del mondo alle degustazioni di vino al tramonto: Musement raggiunge al momento 320 città e 55 paesi in 7 lingue.

 

«Ad avviare questo progetto mi ha spinto un certo spirito di avventura e la consapevolezza di dare agli altri qualcosa», racconta Claudio Bellinzona in occasione del workshop “In viaggio con le startup”, che si è tenuto mercoledì 15 giugno a Verona. Un’ulteriore dimostrazione di come le iniziative di “Progetto di Vita. Cattolica per i giovani” siano in grado di fornire alle nuove generazioni gli strumenti giusti per il loro percorso di crescita formativa e professionale. Claudio Bellinzona sul temine startup ha «una perplessità di natura etimologica». E spiega: «Fino a meno di 10 anni fa il concetto di startup non esisteva. C’era invece la parola “impresa”, che a mio parere permette di ragionare meglio su ciò che si fa, ovvero costruire qualcosa attraverso un percorso». Quello che ha portato a lanciare Musement è stato molto articolato, fin da quando non c’era un progetto preciso. I 4 fondatori si occupavano d’altro, ma non hanno avuto paura di portare avanti un’attività in parallelo.

 

Dopo aver superato passo dopo passo varie tappe – creazione di un business plan, analisi delle necessità finanziarie e operative, riflessione sulla logica di prodotto e servizio, cura del branding – nel 2013 i fondatori hanno finalmente deciso di lanciare la nuova piattaforma e di dedicarsi a tempo pieno alla sua gestione. «Da aggregatore di mostre e musei, Musement parte cambiando», racconta Bellinzona. «Abbiamo capito che la vera opportunità è aggregare altri tipi di esperienze. Un tempo la felicità era legata al possesso di qualcosa, ora invece è l’esperienza a essere al centro di tutto». Un consiglio ai giovani? Crearsi un bagaglio di competenze con cui andare ovunque. È questo che suggerisce Bellinzona, che prima di fondare Musement ha avuto una formazione per metà in Italia e per metà in America, si è laureato in letterature comparate ma poi ha seguito dei corsi di ingegneria, è diventato giornalista specializzato in ambito media, poi manager nei canali televisivi digitali e infine si è dedicato all’attività di consulenza. «La solitudine non aiuta. Bisogna capire quali sono le proprie competenze e poi avere l’umiltà di chiedere aiuto per quelle che non abbiamo – afferma –. Lavoriamo su  interessi e target differenti, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Non siamo un supermarket, non abbiamo tutto».

 

 

Un altro aspetto da considerare per un’impresa di successo è che non bisogna accontentarsi dell’idea, ma andare fino in fondo, curando ogni dettaglio finché non la si è realizzata. Il modello di organizzazione di Musement è quello a ragnatela, che si oppone a quello a piramide in quanto prevede che si lavori insieme unendo competenze e specificità differenti. Il contesto è flessibile, senza orari e senza obbligo di andare in ufficio tutti giorni, quindi per lavorare lì bisogna avere determinate caratteristiche che consentano di integrarsi. Sono le “competenze trasversali”, non quelle tecniche che servono per la professione, ma quelle relazionali e personali che si addicono a ogni contesto lavorativo.  In tre anni Musement è arrivata ad avere un team composto da 65 persone di 14 nazionalità diverse: con la voglia di mettersi in gioco e gli strumenti giusti è possibile arrivare molto lontano.