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CATTOLICA FACTORY NEWS
28 giu 2016

Un racconto coerente e aggiornato di se stessi: ecco come utilizzare al meglio LinkedIn, una finestra con vista sul mondo del lavoro

È una finestra che si apre sul mondo del lavoro. Uno scorcio da cui si possono prendere e dare informazioni utili. Ma LinkedIn, «la rete professionale più grande al mondo», va gestito nella maniera corretta per poter dare i risultati migliori. La crescita del social network negli ultimi anni è stata esponenziale: 30 milioni di utenti nel 2009, 160 nel 2012, 430 ad ora. Quasi mezzo miliardo di professionisti pronti a scambiarsi informazioni, con una crescita di un milione di nuovi iscritti a settimana. Una rete che ha attecchito anche in Italia, uno dei Paesi più “vivi” per quanto riguarda LinkedIn in Europa, con 9 milioni di utenti attivi.

 

Uno strumento professionale usato da recruiter e aziende

LinkedIn è uno strumento professionale che, come tale, va trattato con cura. Per capire meglio cos’è conviene partire dalle differenze. «LinkedIn non è Facebook, social network più informale, né un semplice curriculum  – spiega Mattia Bravi, consulente di orientamento per Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani – è uno strumento creato per entrare in contatto con professionisti e aziende. E con la possibilità di vedere le proprie competenze certificate da altre persone si crea un filtro naturale che testimonia la serietà di chi si propone e aumenta la fiducia di chi cerca».  Riferimento non casuale: oltre il 90% dei recruiter e aziende, a livello globale, utilizzano LinkedIn come canale per cercare e selezionare personale. Non solo: il social network, grazie ad un algoritmo, fa un lavoro automatico di matching fra domanda e offerta, proponendo ad ogni utente delle offerte di lavoro basate sulle competenze descritte. Linkedin permette di accedere a un network molto più ampio di quanto si possa immaginare perché è strutturato su tre gradi di separazione che permette all’utente di entrare in relazione anche con il network dei suoi contatti. Ad esempio: il profilo di un iscritto con 170 collegamenti “diretti” può arrivare, a 26mila persone con il secondo grado di separazione e a 2,2 milioni con il terzo. Una potenzialità di cui si è accorta anche Microsoft, che ha da poco acquistato il social network quotato in borsa per 26,2 miliardi di dollari.

 

Competenze certificate e una direzione chiara in testa: il modo migliore per descriversi

Ma quali sono i segreti per far fruttare al meglio il proprio LinkedIn? «Bisogna essere coerenti con quanto si scrive nel proprio profilo e aggiornare spesso le informazioni: quando si decide di crearlo bisogna ricordarsi che poi il tutto resta online, sotto gli occhi di tutti – ricorda Bravi – dobbiamo tenere presente che LinkedIn non è come un curriculum, non è specifico per un’unica posizione lavorativa e non deve contenere tutto quanto si è fatto in passato, come una checklist, ma permette piuttosto di raccontare al meglio anche i propri valori, i propri obiettivi e soprattutto, cosa ci rende unici. Quello che Linkedin permette inoltre di evidenziare sono le proprie competenze: è quindi fondamentale essere coerenti nel racconto, bisogna indicare le esperienze che ci hanno permesso di sviluppare quelle competenze, valorizzandole».  Ci vuole quindi attenzione: basta una competenza non rintracciabile, una particolare che stona, a mettere in dubbio la validità della propria descrizione di sé. «LinkedIn non ti vincola ad una sola tipologia di lavoro – ricorda Bravi – ma essendo una cornice che racchiude le proprie competenze è vincente avere già chiaro il proprio obiettivo, la propria direzione lavorativa. In questo modo si può tarare al meglio il profilo, scegliendo a quali competenze dare più risalto, e allo stesso tempo si possono seguire persone e aziende del settore in cui si vuole entrare». Dai professionisti, poi, si può  studiare non solo il mestiere, ma anche la capacità di presentarsi. «È un’altra utilità di LinkedIn – conclude Bravi – la possibilità di imparare da persone che hanno più esperienza di noi, riuscendo a ricostruire il loro percorso professionale proprio vedendo come loro stessi lo raccontano. Quali sono le competenze che ritengono più importanti, quali esperienze hanno fatto». Un vero e proprio ponte verso il mercato del lavoro: le potenzialità di LinkedIn aumentano se si comprende al meglio il suo funzionamento: a Progetto di Vita si aiutano i giovani a dare valore al proprio profilo.