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CATTOLICA FACTORY NEWS
5 lug 2016

Creatività, problem solving, teamworking: ecco le 10 competenze trasversali per il 2020 secondo il World Economic Forum

Teamworking, pensiero critico, problem solving. A fare da ponte fra mondo della formazione e quello del lavoro ci sono le «soft skills». Sono le competenze trasversali, infatti, a dare quella marcia in più, a rendere appetibile il profilo di chi si candida. Lo sanno anche al World Economic Forum, dove hanno condensato in un video breve, poco meno di 40 secondi, le dieci competenze che saranno vincenti sul lavoro nel 2020. Le esigenze delle aziende infatti cambiano, sono in perenne mutazione: capire prima qual è la direzione da prendere è un forte vantaggio competitivo.

 

Una classifica che anticipa il futuro

Una premessa d’obbligo va fatta: tutte le competenze sono importanti, tasselli di un mosaico che è sempre meglio vedere più completo possibile. Il video del World Economic Forum ha tuttavia provato a metterle in fila. Scorriamole quindi con un consiglio: l’obiettivo è di farne proprie il più possibili. Andando dal basso verso l’alto, troviamo la flessibilità cognitiva, ovvero la capacità di attuare risposte corrette a situazioni non di routine. Essere elastici, saper adattare e cambiare (dove necessario) i propri schemi mentali: queste sono le caratteristiche di una persona flessibile. C’è poi la capacità di negoziare: per farlo bisogna arrivare preparati alla trattativa. Capire i propri obiettivi, fissare i punti massimi o minimi che faranno da cornice alla propria negoziazione. All’ottavo posto il WEF mette la service orientation, ovvero la capacità di essere utili e collaborativi, diminuendo i conflitti e aumentando così l’efficienza aziendale. Un gradino sopra arriva la capacità di prendere decisioni. Se ascoltare, sentire e valutare tesi e proposte, è un modo per far funzionare al meglio un gruppo di lavoro, si arriverà sempre al punto in cui va presa una decisione, va imboccata la strada. Saper far sintesi di quanto si è sentito e prendere poi la via giusta fa la differenza. Un altro aspetto molto importante in un qualsiasi luogo di lavoro è l’intelligenza emotiva: le emozioni fanno costantemente parte della vita dell’uomo, essere in grado di riconoscere e gestire le proprie e quelle altrui darà una marcia in più alla propria attività lavorativa.

 

Spazio a pensiero critico e creatività: la parte alta della graduatoria

Al quinto posto una delle skills tipiche dei «millennials»: il teamworking, il saper lavorare in un gruppo, mettendo a regime orari, ritmo lavorativo, esigenze e personalità di ognuno dei partecipanti. Strettamente legata a questo anche la competenza che arriva subito sopra in classifica: saper gestire le persone. Tipica di chi ha una posizione di leadership o direzione nel gruppo di lavoro: se si riesce a far lavorare al meglio tutti, a guadagnarne è il team intero. Arrivando al podio è la mente a fare da padrona. Sul terzo gradino, infatti, il WEF mette la creatività. Portare idee e soluzioni innovative contribuisce a migliorare il proprio ambiente di lavoro. Non solo quando l’idea è vincente, ma anche quando non è poi realizzabile: comunque è uno stimolo. Razionalità, chiarezza, apertura mentale, precisione e onestà sono alcune della caratteristiche della skill che sta al secondo posto della classifica: il pensiero critico. E in testa? C’è un qualcosa che funzionerà non soltanto sul lavoro, ma nella vita: il problem solving. Trovare soluzioni ai problemi che si incontrano, semplificare e risolvere situazioni complesse. Chi lo sa fare, parte con un grande vantaggio.