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CATTOLICA FACTORY NEWS
29 nov 2016

Allenare la propria professionalità per vincere le sfide future: l’importanza del Check experience

Prima o poi arriva sempre il momento di fare il punto della situazione. A Progetto di Vita ci pensa Check experience, il nuovo servizio  che si rivolge a chi è già entrato nel mondo del lavoro sia come dipendente, sia come libero professionista sia come startupper. È una proposta nata nel 2016 a Progetto di Vita, e il prossimo appuntamento, il terzo, si terrà il primo dicembre (qua il link per iscriversi).

 

Uno degli obiettivi è l’ascolto e l’analisi delle difficoltà che i giovani professionisti hanno incontrato nella fase di inserimento nel mondo del lavoro ma anche di  quelle che affrontano nel momento attuale. «Cerchiamo in particolare di rilevare il gap tra ciò che si è e si riesce a fare al momento dell’ingresso e nel momento attuale e ciò che invece il contesto lavorativo in cui si è inseriti richiede fin da subito – spiega Roberto Barbi, career coach ed employability trainer –. Questo permette di capire da un lato in cosa il mondo della formazione non prepara adeguatamente i propri studenti e dall’altro cosa le aziende non offrono in termini di induction e formazione ai propri collaboratori». Check experience quindi è utile  ai ragazzi che possono raccontare la propria esperienza e ascoltare quella degli altri, ma anche al team di lavoro, che sulla base delle indicazioni ricevute può elaborare nuovi servizi e proposte ad hoc «Negli incontri svolti abbiamo rilevato  ad esempio che al momento dell’ingresso in azienda – continua Barbi – le informazioni di cui si è in possesso rispetto alla posizione e al contesto organizzativo  siano parziali, che  dopo averlo vissuto poi per un po’ di tempo inizi a calare la motivazione per una posizione che si credeva fosse altro o che anche i propri valori professionali non siano poi perfettamente allineati a quelli del contesto organizzativo in cui si opera».

 

L’attività si svolge in aula e dura circa due ore. Il numero di ragazzi coinvolti varia da un minimo di 4 a un massimo di 10. La prima parte consiste in un momento di condivisione nel gruppo: si racconta agli altri la propria esperienza guidati da due esperti di Progetto di Vita. L’eterogeneità del gruppo è importante perché attraverso il confronto attivo sulle proprie esperienze professionali i partecipanti iniziano a vedersi da prospettive diverse. A questo momento di “raccolta/messa in comune” segue poi una fase di elaborazione per costruire azioni concrete da portarsi a casa come strategie-guida per il futuro. «Tutto è svolto in modalità coaching – racconta Barbi –.  L’attività viene portata avanti attraverso le domande mirate del coach e  il gruppo diventa così anche lo strumento per l’individuazione di azioni e di soluzioni concrete  utili al superamento delle criticità attuali ». Nella maggior parte dei casi i giovani professionisti attingono già alle proprie competenze trasversali per affrontare le criticità emerse, spesso hanno solo bisogno di un rafforzamento di alcune di queste e/o di prenderne consapevolezza per agirle in maniera tattica ed efficace».  «In primo luogo sono emerse esigenze di sviluppo di competenze quali la flessibilità, la capacità di adattarsi al cambiamento e di prendere decisioni in tempi rapidi e in situazioni di incertezza – conclude l’esperto –. Check experience insomma ci ha già permesso di individuare campi specifici su cui costruire nuove offerte e nuovi strumenti di supporto perché certo è complesso inserirsi nel mercato del lavoro ma probabilmente non è poi così facile vivere a pieno l’ esperienza lavorativa non perdendo mai di vista il proprio obiettivo di crescita continua quando si è immersi nei to do quotidiani».