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CATTOLICA FACTORY NEWS
19 apr 2017

5 consigli per sopravvivere a una giornata di lavoro

Sei un lavoratore? Un freelance? Stai affrontando le prime esperienze in azienda?
Colleghi, clienti, un capo da affrontare, una agenda da organizzare, nuove dinamiche relazionali, imprevisti da gestire.. Probabilmente questa è la tua giornata tipo.

 

La ricetta giusta per sopravvivere ad una giornata di lavoro non esiste. Puoi solo fare tanto esercizio e analizzare i risultati ottenuti con la volontà di riprovare per fare sempre meglio.

 

A Progetto di Vita abbiamo deciso di creare il Development Lab, un laboratorio per simulare una giornata lavorativa e così allenare la tua capacità di affrontare e risolvere problemi.

 

Durante il D-Lab metterai in campo proprio quelle competenze che permettono di distinguerti nella tua vita professionale. Sono le soft skills o competenze trasversali, quelle che non si imparano sui libri di scuola, ad esempio la leadership, saper lavorare in gruppo o comunicare in maniera efficace.

 

Sono aperte le iscrizioni per il D-Lab del 28 aprile, per iscriverti clicca qui (questo è il link: https://goo.gl/01Vmqo)

 

 

Intanto ecco 5 cose che devi sapere per sopravvivere ad una giornata di lavoro:

 

  1. Il colloquio con il capo

    È un momento importante in cui metterti alla prova e spesso l’ansia da prestazione può giocare brutti scherzi. Ricorda sempre: il tuo capo è diverso da te. Quindi, per avere un incontro produttivo comincia così: preparati analizzando e sintetizzando i dati e le informazioni a tua disposizione. Assicurati di aver capito cosa ti sta chiedendo e inizia il tuo colloquio riformulando l’obiettivo dell’incontro. Sicuro di questo, proponi soluzioni concrete definendo un piano con tempi e modi.

 

  1. La riunione di team

    Riunioni su riunioni. Dicono che le nuove generazioni passeranno gran parte del loro tempo in riunione. Alcuni le odiano, altri le amano. C’è chi le fissa in maniera seriale, chi le evita con ogni scusa. Eppure c’è chi riesce a far girare l’economia dell’azienda facendo riunioni di 10 minuti e in piedi. Il segreto? Non perdere mai di vista l’obiettivo dell’incontro. Ricordalo nel caso in cui il confronto prenda altre derive. Qualcuno dovrà monitorare il tempo e sarà necessario fare delle scelte, meglio se condivise e nate da un reale ascolto del contributo di tutti. Condividere non vuol dire votare per alzata di mano.

 

  1. Il cliente insoddisfatto

    Lavorare con le persone vuol dire lavorare sempre per dei “clienti” siano essi i tuoi colleghi, i tuoi collaboratori, il tuo capo o delle persone a cui stai offrendo un servizio. Per tutti loro dovrai risolvere problemi o soddisfare desideri. La loro soddisfazione dipende anche dalla tua capacità di cogliere tutti i bisogni, anche quelli non dichiarati, e di negoziare con loro il modo in cui esser d’aiuto. Solo insieme troverete la migliore soluzione. Per farlo ti potrebbe essere utile verificare costantemente che tu abbia capito cosa realmente ti stanno chiedendo. Nell’incontro con loro non preoccuparti di fermarti con frasi del tipo: “Se ho capito bene, quello che mi stai chiedendo è…”, “Mi sfugge qualcosa secondo te?” e di chiudere sempre l’incontro facendo il riepilogo degli accordi presi e dei prossimi passi.

 

  1. Il collega o il collaboratore

    Lavori in squadra, ma alle volte vorresti essere da solo. Lavorare con gli altri non è semplice. Ma è profondamente stimolante, specie quando vedi crescere un collaboratore o quando ti rendi conto che l’obiettivo è stato raggiunto proprio grazie al contributo di tutti. Aiutare un collega ad inserirsi nel nuovo contesto e avere la responsabilità di una persona è un compito per niente scontato. Per essere d’aiuto al nuovo collega una cosa molto utile è calarsi nei suoi panni, capire ciò che per lui rappresenta comunque una novità o una difficoltà, per farlo… ritorna al tuo primo giorno di lavoro! Per assicurarti che l’altro capisca esattamente cosa deve migliorare o cosa va modificato nei suoi comportamenti allenati a dare feedback accurati parlando solo di fatti e risultati osservabili. Non confondere la performance con la persona!

 

  1. L’agenda

    Bene, sei arrivato fino a qui, ma quello che ti manca è il tempo. Eppure hai ottimizzato le riunioni, gestito al meglio il colloquio con il capo, lavorato per rendere più produttivo il tuo team. E hai anche risolto qualche “difficoltà” con i clienti. Ma l’agenda, accidenti, quella rimane confusa. Anche se usi Google Calendar, ti sembra che scoppi. Come fare? Come si scelgono le priorità? E cosa rende qualcuna di loro un’urgenza? Innanzitutto metabolizza il lutto: ci sarà sempre qualcosa che oggi non riuscirai a chiudere. Per tutto il resto, fai una stima del tempo necessario e decidi in che ordine portare a termine le altre cose, non dimenticarti mai un cuscinetto di tempo per gli eventuali imprevisti. Attenzione, la tua pianificazione può essere impeccabile ma sarà inutile se non avrai definito bene le priorità!

 

 

Per approfondire l’argomento o ricevere supporto nel tuo percorso di crescita formativo e professionale, i nostri employability trainers sono a tua disposizione. É gratis! Passa a trovarci in Corso Porta Nuova 11/b (in centro a Verona) o chiamaci per fissare un appuntamento.

 

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