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CATTOLICA FACTORY NEWS
11 lug 2017

«Wannabe startup»: così Progetto di Vita accompagnerà, dal sogno alla realtà, i team della Start Cup Veneto

Dall’idea alla sua realizzazione.  Un sogno che si potrà trasformare in realtà, quello dei 10 team selezionati per la Start Cup Veneto 2017, grazie anche all’accompagnamento di Progetto di Vita. Cattolica per i giovani. «Wannabe Startup»: è questo il nome del programma che viene messo a disposizione per le «magnifiche 10» squadre selezionate. Team che hanno presentato ufficialmente le loro idee venerdì 7 luglio nel Giardino delle Biodiversità dell’Orto Botanico di Padova. Progetto di Vita propone un percorso intenso di training e coaching per far sì che le idee possano trovare concretezza, diventare così progetti vincenti. Per raggiungere l’obiettivo saranno i ragazzi dei vari team a mettersi in gioco: attraverso la loro crescita passa quella dell’idea imprenditoriale.

 

 

Ma cos’è Start Cup Veneto? Si tratta di un concorso per le migliori idee imprenditoriali innovative espresse in forma di business plan.  La competizione ha come obiettivo di sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica finalizzata allo sviluppo economico. E anche quest’anno in gara c’erano idee imprenditoriali su campi diversi: dalla tecnologia innovativa per il trattamento degli scarti biodegradabili all’utilizzo dell’idroponica per ottenere frutta e verdura sostenibile, da un sistema per supportare gli anziani nelle attività quotidiane, alla proteina certificata in grado di smascherare il prione o a nuovi potenziali farmaci per il trattamento di tumori aggressivi.

 

 

Il programma di accompagnamento di Progetto di Vita per far «sbocciare» le idee imprenditoriali sarà personalizzato per ogni team in gara e punterà a sviluppare da un lato i progetti e dall’altro le competenze specifiche di ogni membro del gruppo. Due piani che si intrecciano e che porteranno così i team, alla fine dell’avventura, non solo ad aver affinato la propria proposta, ma anche e soprattutto ad aver aumentato il repertorio di competenze trasversali per ogni partecipante. Ovvero quella cassetta degli attrezzi utile poi per essere più competitivi nella vera sfida di ogni giovane: l’entrata nel mondo del lavoro.

 

 

Un percorso impegnativo e modulato. Lo hanno ben spiegato, durante la serata dedicata alla presentazione delle idee e delle squadre in gara, Daniele Galante e Lucia Cometti, accompagnati dalla responsabile di Progetto di Vita, Sara Giunta. “Al centro rimane sempre la persona. Solo lavorando sui ragazzi, mettendo il focus su di loro e aumentando così le loro competenze si riesce poi a essere veramente utili per l’intero progetto – questo il messaggio lanciato da Progetto di Vita –. Anche perché il team è poi la prima cosa che viene valutata dai venture capitalist che decidono, o meno, di sostenere un’idea». Il percorso offerto da Progetto di Vita viene poi modellato, grazie ad uno step iniziale di valutazione, sulla base dello stato di avanzamento delle varie idee. «Da noi arrivano sogni ma anche progetti già più strutturati. Il primo passo è capire da dove partire». Poi, un cammino fatto da una decina di passaggi: dal sogno alla realtà. Con un grande vantaggio in più. «Tutti i ragazzi avranno poi a disposizione la community di Progetto di Vita: 7.200 persone con le quali confrontarsi, sempre».

 

 

«Abbiamo con piacere accolto la proposta di Progetto di Vita. Cattolica per i giovani perché siamo convinti che il loro team di esperti possa supportare i gruppi vincitori della “Notte Degli Angeli” nello sviluppo di competenze personali e di processo utili per il disegno e la realizzazione dei loro progetti imprenditoriali – conferma il Direttore di Start Cup Veneto, il professor Mario Pezzotti –. Siamo consapevoli che il percorso sarà piuttosto impegnativo per i gruppi, ma riteniamo che, non sovrapponendosi al prezioso sostegno degli Angeli nella redazione del business plan, sia un ulteriore e valido strumento per presentare al meglio la propria idea di impresa».

 

 

Materiale sul quale lavorare ce n’è. Basta vedere i numeri delle scorse edizioni della Start Cup. Quindici anni nei quali sono nati 33 spin off e 25 startup non legate al mondo universitario, oltre a 26 brevetti registrati. E ancora: 4.500 persone, divise in oltre 1.200 gruppi, si sono cimentate nella scrittura di un business plan. In due casi (2006 e 2011) le idee della Start Cup hanno poi vinto il Premio Nazionale Innovazione.

 

 

E i ragazzi? Sono pronti a farsi accompagnare da Progetto di Vita. Anche perché tanti di loro arrivano da un’esperienza accademica che molto spesso non è semplice convertire in concretezza. E sono i primi a cogliere l’importanza della persona. «Sono felice di quest’opportunità che mi viene data – spiega Sara, una delle startupper selezionate –. Prima che per la nostra startup sono sicura sarà una crescita per noi. Ed è fondamentale confrontarsi con persone che hanno un’esperienza e una formazione diversa dalla nostra». Parlando con i finalisti è questo il messaggio che passa. C’è voglia di imparare. «Siamo pronti a metterci in gioco, a sfruttare l’esperienza dei nostri “angeli” (gli i mprenditori che accompagneranno, uno ogni gruppo, i team ndr) e il percorso di Progetto di Vita». Le premesse per una Start Cup di alto livello ci sono tutte.