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CATTOLICA FACTORY NEWS
5 set 2017

Da Verona a Maiorca: quando il sogno diventa progetto

C’è chi dice che i giovani d’oggi sono apatici e senza desideri, incapaci di sognare e impauriti dal futuro. Poi c’è Beatrice che smentisce i luoghi comuni e dimostra che i 18 sono gli anni giusti per progettare una vita intera.

 

Immaginatevi durante una vacanza al mare. Il sole che tramonta e l’aria delle isole Baleari che vi spinge nell’entroterra per passare la serata. Scorgete un locale intimo e accogliente. Rustico quanto basta per ricordarvi la tranquillità della campagna con lampadine appese alle pareti che regalano un’atmosfera soffusa, tavolini in legno, sedie comode, deliziosi vini italiani e in sottofondo le corde di una musica latina che vi convince a dimenticare tutto per vivere il momento. Siete nell’enoteca di Beatrice la ragazza timida che scelse le scuole superiori un po’ per caso ma che grazie a quella scelta leggera ha trovato gli stimoli e le persone giuste per trasformare una passione in un progetto.

 

Perché a detta sua quando chi si avvicina alla fine delle scuole superiori tutto il mondo ti pone quesiti per il futuro e la vita sembra fatta da sole tre domande:

  • Cosa farò da grande?
  • Starò facendo la scelta giusta?
  • Se poi scopro che per me era meglio studiare altro?

 

Beatrice è testimone di una paura celata perché per lei le materie umanistiche studiate per cinque anni al liceo classico Maffei di Verona non sono la migliore preparazione per un campo di studi futuro tutto scientifico. Ci siamo incontrati grazie a un professore che ha fatto del programma Alternanza Scuola-Lavoro una palestra di conoscenze del mondo del lavoro per gli studenti e che ci ha affidato il percorso orientativo e di sviluppo del progetto. Insieme Beatrice ha trovato le ragioni fondanti di una scelta incerta e ha trasformato un’ipotesi nel suo progetto di vita.

 

 

Beatrice poteva aspettare. Rimandare. Trovare strade diverse. Ma è una ragazza determinata e non ama lasciare che le cose si facciano da sole. Si è rimboccata le maniche e durante il periodo scolastico ha iniziato un Master in Food&Wine tra ristornati, lezioni e cantine. Si è sentita a casa, in armonia con odori, suoni e movimenti che quegli ambienti sprigionano. Una sensazione che l’ha spinta a scoprire di più lavorando quando tutti i suoi coetanei si godevano il fine settimana. Dietro un bancone, tra cocktail e bevande, ha affinato l’arte di stupire il cliente scegliendo i migliori accostamenti per qualsiasi tipo di palato. Ha continuato a sognare ad occhi aperti immaginandosi un percorso fatto di studio, esperienze all’estero, lavoro e una piccola ma felice attività.

 

Oggi si gode il lato positivo di avere scelto presto la facoltà in cui studiare. È pronta per terminare un percorso lungo cinque anni, legge riviste di design per arredare mentalmente la sua enoteca, progetta la sua vita universitaria e contagia i suoi compagni con l’entusiasmo di chi sa che tutti possono costruire il proprio futuro.