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CATTOLICA FACTORY NEWS
25 set 2017

Perché lasciare un contratto a tempo indeterminato per fare impresa

C’è un contratto a tempo indeterminato, un lavoro sicuro e diverse piccole attività che fanno arrotondare lo stipendio a fine mese. Una storia sognata da tanti ma che non si adatta ad Alessandro perché lui a tamponare problemi non ci sta. Pensa a come rendere le persone protagoniste dell’ambiente che vivono e poi lo fa. Il famoso salto nel vuoto.

Lascia le sue certezze per aprire una cooperativa sociale e dare futuro a chi oggi vive con un’etichetta addosso perché essere diversi dai più porta a diventare più fragili.

 

 

Il fatto è che li senti addosso. Tutti quei piccoli sguardi che attendono delle risposte. Gli schiamazzi di voci che ridono, urlano, cospirano e rimangono impressi nei muri delle classi. Tutti quei contatti prima timidi e poi sempre più familiari perché nel loro tutor i bambini vedono una guida diversa dagli altri adulti.

 

Loro, piccoli esploratori di un mondo per i grandi fatto solo di giochi, sono in realtà avventurieri in cerca di una strada maestra e di una guida che li accompagni a superare gli ostacoli e le difficoltà che in ogni viaggio si incontrano.

Perché avere un disturbo dell’apprendimento con una sigla straniera stampata sui documenti scolastici o avere qualche disturbo misto, crea nella mente delle persone stereotipi e pensieri che fanno percepire questi bambini come diversi dagli altri. Ma se hanno qualcosa di diverso è l’approccio con cui avvicinarli alla crescita educativa.

 

 

L’esperienza professionale da pedagogista di Alessandro lo ha aiutato a maturare un metodo didattico che aiuta il bambino a sentirsi protagonista dell’apprendimento. I compiti non sono più subiti ma co-creati e diventano lo strumento attraverso il quale scoprire le potenzialità di ogni studente per sviluppare le sue capacità.

 

Lo avevamo incontrato a Progetto di Vita per riuscire a trasformare il suo sogno in un progetto imprenditoriale reale. Passato quasi un anno lo rivediamo con due telefoni squillanti, fogli scritti su ogni centimetro bianco e la mente sempre impegnata a pensare. Proattivo, attento ai risultati e abile networker Alessandro è diventato un giovane imprenditore. Grazie all’amore per la sua professione e per le persone che incontra ha aperto il Centro Servizi Educativi e lavora con undici persone legate da un valore comune: credere nell’apprendimento cooperativo perché ognuno ha il proprio stile e insieme si impara.

 

 

Al CSE tutti i bambini sono accolti. Per qualche ora alla settimana vivono in una comunità, una tribù di piccoli di varie età che migliorano il metodo di studio con strumenti creativi, giocano, si dedicano a laboratori. Nella comunità anche i bambini crescono riconoscendo il valore della cooperazione, del mutuo sostegno, della crescita condivisa e del legame tra pari. I progressi scolastici e le nuove amicizie migliorano anche i bassi livelli di autostima con cui i bambini varcano le soglie delle aule di Ponte Crencano le prime volte.

 

 

Ad oggi i servizi forniti dal CSE sono tre: i laboratori pedagogici durante l’anno, i camp durante le vacanze e il servizio di home tutor per chi lo richiede. Ma come ogni imprenditore Alessandro non pone margine alla crescita. Dallo sport alle famiglie, dalle scuole al centro disabili. Il suo progetto è solo all’inizio. Fa frutto delle soddisfazioni quotidiane che gli trasmettono i suoi bambini per creare una rete sempre più ampia in grado di dare benessere a sempre più famiglie perché non c’è niente che lo rende più felice che portare alla luce la bellezza nascosta dietro le etichette che ogni bambino ha.