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CATTOLICA FACTORY NEWS
12 mar 2015

Mondi nuovi e il coraggio di osare. TEDxVerona in pillole

TEDxVerona si è concluso, ma ha lasciato in tutti noi dei messaggi chiari, ispiranti e talvolta difficili da comprendere, ma sicuramente innovativi.

 

La seconda edizione della conferenza evento svoltasi al Palazzo della Gran Guardia il 1 marzo ha fatto il tutto esaurito di spettatori (700 circa), che sono usciti con la sensazione di aver varcato per un giorno i confini personali e collettivi, stimolati a promuovere il dialogo, la creatività e il networking nelle loro attività quotidiane (clicca qui per vedere le interviste ad alcuni speaker).

 

Andiamo oltre il muro del possibile. Questo è il messaggio lanciato da TEDxVerona, un’organizzazione di 19 ragazzi veronesi che si sono mossi dallo scorso anno per diffondere i principi TED (Technology, Entertainment, Design).

 

«Abbiamo scelto Beyond the Wall come tema nella speranza che il muro sia una rampa di lancio per nuove idee e non solo il luogo delle certezze». Così hanno aperto gli organizzatori di TEDxVerona una giornata fatta di serrati interventi di 20 minuti che hanno stimolato, esaltato e stupito il pubblico in sala.

 

 

Sebastiano Scrofina: «Con le monete si possono creare mondi».

 

A Sebastiano Scrofina, 31enne romano esperto di monete digitali e sistemi monetari non convenzionali spetta l’apertura della giornata. «Fin da bambino ero affascinato dalle monete. Mi chiedevo a cosa servissero e crescendo mi interrogavo su metodi alternativi di pagamento. Così ho scoperto il sistema delle monete alternative, un fenomeno nato circa 10 anni fa», ha spiegato Sebastiano.

Nasce così Bitcoin, una moneta digitale di quantità limitata (circa 20.000.000) che non dipende da nessuno. Viene gestita tramite un libro mastro online e così tutti i processi di pagamento sono «gestiti in modo gratuito facendo quello che oggi richiede banche e notai, facendo a meno del sistema finanziario tradizionale». Un’idea piuttosto coraggiosa, che sfida in qualche modo il sistema a cui siamo sempre stati abituati e che ha dei costi enormi. Secondo Sebastiano il nostro futuro economico «è un libro bianco. Attraverso la moneta, un linguaggio che rende reale la nostra idea del mondo, si possono creare mondi. Nel nostro futuro possiamo così scegliere tra i mondi monetari possibili». Dalle monete all’ambiente.

 

 

Francesco Fatone: progettare oggi per riciclare domani 

 

Con Francesco Fatone, professore universitario di Processi e Impianti Chimici, si parla di ecologia. Francesco esordisce dicendo: «Oggi servirebbero due pianeti per soddisfare il nostro tenore di vita attuale. Stiamo distruggendo il pianeta. Quello che dobbiamo chiederci è: possiamo garantire ai nostri figli un futuro sostenibile?». Secondo Francesco è possibile con un approccio di eco design. «Quando costruiamo qualcosa, dobbiamo già pensare a come poterlo smaltire e recuperarne i vari componenti», ha proseguito Francesco. Ecco che improvvisamente lo speaker fa comparire dal retro palco un water. Avete capito bene, un wc. Sì, perché Fatone si occupa di acque reflue, cioè l’acqua degli scarichi dei wc, di cui noi ci dimentichiamo in fretta un secondo dopo il tocco dello sciacquone. Dove finiscono quelle acque? «Quando parliamo di acqua, parliamo di movimento circolare, non ci sono muri. Per questo credo sia possibile pensare ad un economia circolare e low cost. I depuratori delle acque reflue possono diventare delle bio-raffinerie, dove selezionare gli scarti e trasformarli ad esempio in bio-plastiche. Potremmo far nascere i fiori dal letame» ha concluso Francesco Fatone.

 

 

Gabor George Burt: «Occupy your imagination or someone else will»

 

Poi è il turno del primo speaker internazionale, Gabor George Burt. Esperto di innovazione, creatività e sviluppo, lega il suo nome alla Strategia Oceano Blu, che trasforma idee non convenzionali in strategie di successo. «The wall rappresenta una contraddizione della natura umana: da una parte abbiamo bisogno di comfort e sicurezza all’interno del muro, dall’altra di libertà di espressione e infinito che troviamo fuori dal muro. L’uomo pensa di dover scegliere o l’una o l’altra condizione, in realtà possiamo avere entrambe» ha esordito Burt, che ha ricordato anche che l’immaginazione e la mentalità creativa hanno un ruolo fondamentale per vivere nel global market.

«È importante comprendere che ogni esperienza è limitata, temporanea. Nulla è eterno e ci dobbiamo adattare a ciò. Invece di inventare cose nuove, cercate nuove combinazioni di elementi già esistenti, ciò vi darà l’ispirazione giusta» è il messaggio finale di Burt, che ci lascia con una frase emblematica: «Occupy your imagination or someone else will».

 

 

Adriana Musella: «La società civile parte dai giovani informati e consapevoli»

 

Adriana Musella, figlia di Gennaro Musella, ingegnere salernitano, ucciso nel 1992 da un’autobomba a Reggio Calabria. Fondatrice del circolo “Società Civile”, nel 1993 è portavoce della prima manifestazione nazionale antimafia in Calabria. Da allora la gerbera gialla diventa il simbolo della resistenza civile alle mafie.

Al TEDxVerona Adriana ha portato la sua testimonianza di vita, il racconto del tragico attentato e la lotta per cercare la verità ufficiale e il riconoscimento di questa da parte dallo Stato. «Ho deciso di raccontare e testimoniare a tutti la mia esperienza per entrare nella coscienza della gente. E così faccio da 24 anni, da quando il corpo di mio padre è stato frantumato dalla violenza della mafia. Una società civile parte dai giovani, che devono conoscere, ma quando muore un cittadino comune, non un uomo di Stato, i palazzi sono lontani», ha spiegato Adriana.

Di fronte alla cecità dei palazzi, questa donna ha urlato e preteso verità e giustizia, «ho imposto quella morte». Il suo intervento è stato salutato da un lungo e sentito applauso.

 

 

Andrea Battistoni: prendere per mano il pubblico per suscitare emozioni

 

Andrea Battistoni, giovane talento della musica italiana, 24enne veronese, direttore d’orchestra. Andrea è sceso dal podio e ha superato il muro del ruolo imposto al direttore d’orchestra, che passa lo spettacolo dando le spalle al pubblico. Passaggio che lui spiega così: «Spesso la musica classica viene percepita come una cosa che evoca l’idea di museo, di cariatidi, un mattone di cultura scagliata in testa ai ragazzi. Così ho girato le spalle, sono sceso dal palio e ho fatto mia la causa della divulgazione musicale. Dialogo con i ragazzi nelle scuole e racconto loro l’altra faccia della musica classica».

Per il direttore d’orchestra veronese, è una sfida portare agli altri una cultura che viene dal passato, ma il comune denominatore è il ritmo. La musica è ritmo e il ritmo è dentro ad ognuno di noi. «È nostro compito prendere per mano il pubblico e suscitare le emozioni, che sono il collegamento tra oggi e ieri» è stato il messaggio finale di Battistoni.

 

 

Sofia Righetti: «Facciamo brillare tutti i nostri colori»

 

Da un giovane ad una giovane, anche lei veronese. Segno distintivo: due grandi occhi azzurri e una bellezza sorprendente. Sofia Righetti, è su una «quattro ruote», come la definisce lei, dall’età di cinque mesi, quando, a seguito di un’ischemia midollare causata da un errore chirurgico, ha perso l’uso delle gambe.

Sofia ha raccontato come nella vita non abbia mai sentito i limiti della disabilità, ha viaggiato tanto, fino a che uno dei suoi viaggi l’ha portata sulle montagne. «Nel 2012», si è presentata Sofia, «ho deciso che volevo essere una sciatrice agonista. E così nel marzo 2014 sono diventata campionessa nazionale di Sci Alpino, medaglia d’oro di slalom gigante e medaglia d’argento in slalom speciale».

Nella vita Sofia ha superato tanti muri ma lei voleva «far brillare tutti i miei colori. Spesso le persone disabili tendono a rifiutare il proprio corpo. Come una sirena, io vado fiera della mia coda, perché bisogna amare se stessi e le caratteristiche che ci rendono unici. La disabilità non è né un bene né un male, ma una caratteristica fisica. Amiamo i dettagli che ci rendono unici, perché la vita è un fatto di editing, dovete scegliere di tenere tutti i vostri dettagli».

 

 

Vincenzo Palermo: da una matita allo spazio

 

Dallo sport alla scienza applicata. Vincenzo Palermo, responsabile del Laboratorio di Nanochimica dell’Istituto per la sintesi organica e fotoreattività del CNR di Bologna, mette assieme atomi e molecole per creare nuovi materiali.

Al TEDxVerona ci ha fatto fare un viaggio nella storia dell’evoluzione umana e dei materiali, dal vetro alla selce, fino ai metalli. Ha spiegato le caratteristiche del grafene, un materiale dalle grandi potenzialità, che nel prossimo futuro avrà molte applicazioni innovative. «Le rivoluzioni avvengono quando qualcosa che diamo per scontato viene smentita» e in futuro, ha immaginato Palermo, sarà possibile andare nello spazio con un ascensore legato con un filo ad un satellite e tutto dipenderà dal materiale con cui verrà realizzato quel filo lungo 35mila km.

 

 

David Alan Harvey: «Fotografo per catturare la vita»

 

David Alan Harvey, fotografo americano, visual storyteller, ha invece raccontato al pubblico della Gran Guardia il suo amore per la fotografia: «il mio modo di catturare la vita. Non fotografo le star, ma le persone comuni. Mi nascondo dietro l’obiettivo (uso di tutto per fotografare, anche il mio Iphone) e racconto la everyday life. La fotografia è una forma di arte. Quando mi alzo la mattina, non ho idea di cosa accadrà».

 

 

Luca Prasso: una nuova era per raccontare storie

 

Autore di storie, ma a suo modo, è Luca Prasso, pioniere dell’animazione digitale, in California dal 1995, dove si occupa di animazione digitale. «Sognavo di fare lo storyteller fin da quando mio padre mi regalò una videocamera quando ero bambino. Così 20 anni fa sono sbarcato in California per seguire un sogno. Allora io e i miei 500 compagni di avventura eravamo dei pionieri alla ricerca di un nuovo linguaggio visivo nella Silicon Valley». Dal loro lavoro sono nati cartoni come Shrek, Madagascar, Kung Fu Panda…

«La rivoluzione oggi», ha spiegato Luca proiettando il corto animato “The Duet” realizzato per Google, «è caratterizzata dalla rivoluzione del mobile. Storytelling e cinema hanno l’opportunità attraverso i mobile phones di raccontare storie. Ora lo spettatore è al centro della scena e attorno ci sono gli attori e la scena».

 

 

Alessia De Biase: le città del futuro a misura di uomo

 

Alessia De Biase, veronese, docente di Antropologia Urbana all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Paris La Villette, ha immaginato come saranno le nostre città nei prossimi anni: «Il futuro è al centro dei discorsi degli ultimi anni in fatto di urbanistica. Siamo di fronte ad un’iperurbanità: una rappresentazione stereotipata della città». Un punto di vista privilegiato perché nel 2007 Alessia ha fondato l’Osservatorio della Grande Parigi, un osservatorio che lavora su come la città si pensa nel futuro e che ha analizzato migliaia di progetti sul tema.

 

 

Carla Cico: recuperare il fattore umano nel business

 

Speaker molto speciale è stata Carla Cico. Veronese con un MBA alla London Business School, è stata la prima donna amministratore delegato in un’azienda di telecomunicazioni in America Latina e in altre aziende all’estero. Nel 2004 è stata nominata tra le 50 donne più influenti nel business internazionale dalla rivista Fortune.

«Nel business come nella vita è fondamentale il fattore umano», ha esordito Carla. «Un cambiamento culturale non può avvenire se chi è al comando di un’azienda non è responsabile. Nella mia attività in Sudamerica a capo di un’azienda di telecomunicazioni ho messo in pratica questo principio, assieme a una delle mie più grandi passioni, la corsa. Ho organizzato programmi motivazionali con gruppi di corsa con personal trainer. E questo ha migliorato di molto le prestazioni dell’azienda». Secondo la manager, insomma, il vero fattore differenziatore dell’innovazione aziendale sono le persone. Senza di esse, le idee soltanto non valgono a nulla.

 

 

Sergio Canavero: l’uomo oltre la biologia 

 

Infine l’ultimo intervento, il più sorprendente, quasi fantascientifico. Sergio Canavero, neurochirurgo funzionale di fama internazionale, ha parlato di trapianto di cervello, sorprendendo l’intera platea con una presentazione dai contenuti forti e racconto ai limiti del fantascientifico. Per Canavero il trapianto di cervello nell’essere umano è alle porte, altro che fantascienza, e cambierà radicalmente la prospettiva della vita umana, andando oltre il muro della morte.

 

Lasciamo la sala con la consapevolezza che qualcosa dentro di noi è cambiato!

Grazie TEDxVerona!

 

 

 

Agnese Ceschi, community di Progetto di Vita. Cattolica per i giovani