tutte le news
CATTOLICA FACTORY NEWS
27 Lug 2016

Crowdfunding, in Italia vale 67 milioni di euro. Ecco le principali tipologie e piattaforme

È nato come forma di microfinanziamento dal basso: oggi è tra le forme più diffuse ed efficaci di sovvenzione. Il crowdfunding, ovvero la raccolta di fondi online, è in sostanza ciò che permette ad un’idea di trasformarsi in impresa. I siti web consentono al fundraiser (cioè chi ha l’idea) di incontrare un pubblico di potenziali finanziatori (che mettono i soldi). Per capire la potenzialità del meccanismo basta un dato: il crowdfunding ad oggi in Italia vale 67 milioni di euro, e la cifra è in costante aumento. In Europa il giro d’affari ammonta a 4,2 miliardi di euro nel 2015, secondo uno studio commissionato dalla Commissione Europea; l’Inghilterra risulta il paese più attivo con 143 piattaforme, seguito dalla Francia (77) e dalla Germania (65).

Lo strumento si sta evolvendo: per ogni idea esiste un tipo di piattaforma migliore di altre in grado di sviluppare il progetto. Ecco le principali tipologie di crowdfunding: reward, che prevede una ricompensa in cambio di donazioni, donation, per finanziare iniziative senza scopo di lucro (in Italia reward e donation insieme valgono 17,6 milioni), lending, cioè prestiti fra privati (il sistema più usato, con un valore calcolato di 44,4 milioni di euro), equity, con cui il finanziatore diventa socio dell’azienda (3,9 milioni). «Do it yourself» (letteralmente “fai-da-te”), consiste invece nel creare una propria campagna personale partendo da zero, realizzando un sito web e promuovendolo al pubblico. Poi ci sono le piattaforme ibride, che mescolano diverse modalità.

CrowdFundingModels

 

Reward e donation

Dall’inglese reward (premio), chi finanzia il progetto riceve in cambio una ricompensa, che può essere il prodotto per il quale si sta effettuando il finanziamento o un ringraziamento pubblico. Fra le piattaforme di reward più utilizzate in Italia si possono ricordare BookaBook, che serve a finanziare libri inediti, Eppela, per l’organizzazione di eventi, For ITALY, legata alla cultura italiana. Meccanismo diverso invece per la donation: chi mette il denaro non ha ritorno economico né ricompensa, ma partecipa alla promozione di una causa che ritiene giusta donando una quota. Fanno ricorso alle piattaforme di donazione soprattutto le organizzazioni non profit, quelle di utilità sociale e gli enti locali. Qualche esempio? In Italia vanno per la maggiore 1 Caffè, per progetti di solidarietà legati ad associazioni non profit, Universitiamo, che finanzia idee di ricerca universitaria, Buonacausa, che si rivolge a progetti etici e sociali.

 

Lending ed equity

Le piattaforme di lending consistono in prestiti tra privati senza l’intermediazione di banche, un punto di incontro tra richiedenti e prestatori. I primi, specificando importo e durata, inoltrano la richiesta alla piattaforma, dove verrà vagliata e catalogata in base al profilo di rischio del soggetto; i prestatori investono con tassi di interesse, stabilendo importo, durata e tasso di remunerazione. L’investimento viene suddiviso in quote, per contenere il livello di rischio: in base alle offerte la piattaforma compone una soluzione di prestito personalizzata. Nel nostro Paese hanno successo Borsa del Credito, dedicata ad aziende, Smartika, che si rivolge a privati, e Prestiamoci. Diverso il modello di equity, regolamentato dalla Consob, che permette a chiunque di comprare online quote di un’azienda, ottenendone in cambio la proprietà di una piccola parte. L’imprenditore lancia una campagna e fissa il traguardo monetario, mentre l’investitore sostiene il progetto diventando socio dell’azienda. L’equity crowdfunding permette non solo di validare un’idea, ma anche di farla effettivamente crescere, perché è nell’interesse degli investitori che l’azienda vada bene. Sono diffuse in Italia Assiteca crowd, che si rivolge ad investitori attenti alle nuove modalità di investimento dei mercati, Ecomill, che ha a cuore energia e ambiente, e StarsUp.