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CATTOLICA FACTORY NEWS
15 Mar 2016

Fattorie sociali, recupero di spazi abbandonati, immigrazione vista dalle donne: le idee di innovazione sociale nascono al Meet Up

Dalle fattorie sociali – con il coinvolgimento di carcerati – all’immigrazione vista dal punto di vista femminile, passando dal recupero a livello “culturale” di luoghi abbandonati e tante altre idee ancora. Sette, per la precisione, quelle pensate dal primo Meet Up dell’anno di Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani, dedicato all’innovazione sociale. Un argomento che interessa, scelto dopo un sondaggio interno alla community, come confermato dal successo della serata del primo marzo scorso, diventata in breve un laboratorio di idee.

 

«Non credevamo che, nell’arco di una serata, potessero già nascere cosi tante idee – spiega Marta Dal Corso, del team di Progetto di Vita – ma durante il Meet Up si sono formati sette gruppi, ognuno con un preciso obiettivo e target. L’incontro era strutturato in quattro momenti: nel primo, i presenti si sono conosciuti attraverso un gioco di gruppo; nel secondo, attraverso la visione di alcune immagini, hanno individuato un problema o un bisogno sociale; nel terzo, si sono suddivisi in gruppi sulla base dei temi emersi e, come ultimo step, hanno cominciato a lavorare su proposte concrete per risolverli».

 

È complesso tracciare i contorni di un fenomeno i cui caratteri principali si ritrovano più nella pratica che nella letteratura. Tuttavia, per chiarire meglio il significato dell’espressione “innovazione sociale” torna utile definirne gli ambiti di applicazione, ovvero l’intero mondo del sociale inteso come tutte quelle realtà che operano con l’intento di creare nuovo valore per la società: chi si occupa di volontariato, associazionismo, integrazione tra diverse culture o della presa in carico delle categorie ai margini, come anziani e malati ma anche donne e bambini. E, come per ogni Meet Up, anche in questo caso l’obiettivo era coinvolgere ragazzi interessati al tema per condividere un’idea con altre persone, per incontrare giovani interessati a diventare parte attiva di iniziative innovative, nell’ottica di gettare basi più concrete per poter avviare un progetto insieme. L’evento dello scorso primo marzo è partito con una trentina di giovani pronti a mettersi in gioco con le proprie idee legate a prodotti, servizi o modelli utili a migliorare la società in cui vivono.

 

«Il primo gruppo ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di riqualificare i luoghi abbandonati, adibendoli a teatro di incontri e iniziative che coinvolgano i cittadini – continua Marta Dal Corso – il secondo gruppo ha evidenziato un vuoto comunicativo tra Pa e cittadino, da colmare attraverso lo sviluppo di un nuovo modello di interazione tra pubblico e privato; il terzo gruppo punta a ridare valore alle persone, soprattutto anziani e pensionati: l’idea è che questi possano insegnare un sapere o un mestiere a giovani che oggi devono acquisire competenze per inserirsi nel mondo del lavoro; il quarto gruppo sta pensando all’implementazione di spazi culturali ed educativi per giovani dai 18 anni in su; il quinto all’apertura di fattorie sociali con il coinvolgimento di carcerati; il sesto si rivolge agli adolescenti e punta ad individuare spazi dove possano trovare sostegno i ragazzi in questa età particolarmente delicata; l’ultimo gruppo guarda all’immigrazione dal punto di vista femminile: se l’uomo necessariamente lavora, la donna spesso è relegata in casa senza avere la possibilità di imparare la lingua e inserirsi a sua volta, per loro si pensa ad un’attività che possa aiutarle ad integrarsi».

 

 

E ora, quale sarà il prossimo passo? «La prima serata è stata solo l’inizio. Ora arriva il bello! – continua Marta – Prima di arrivare all’idea permetteremo ai ragazzi di mettere a fuoco le loro competenze e abilità, elementi fondamentali sia per la professione futura di ognuno che per il lavoro in team, successivamente lavoreremo sulle competenze imprenditoriali da conoscere e sviluppare per poi supportare lo sviluppo del progetto».