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CATTOLICA FACTORY NEWS
29 Apr 2015

I Mestieri dello Spettacolo. Identikit del project manager

Organizzare un concerto, un festival o una rassegna teatrale richiede molte competenze pratiche e un solido bagaglio di esperienze. Quel mix di conoscenze tecniche e capacità manageriali che consente ad un professionista di muoversi contemporaneamente su diversi fronti e gestire sponsor, artisti, contabilità e comunicazione.

 

Questi aspetti e tutto ciò che ruota intorno alla professione di project manager di spettacoli e festival sono stati il tema portante del secondo workshop del ciclo I Mestieri dello Spettacolo, una serie di incontri dedicati ai giovani che vogliono esplorare il variegato mondo delle professioni nell’industria culturale e capire come orientarsi nella ricerca di un lavoro nel settore.

 

Ospite per l’occasione a Progetto di Vita è stata Marisa Bruschetti (qui il video dell’intervista), organizzatrice di eventi artistici e culturali, che ha illustrato ai giovani della community di Corso Porta Nuova gli scenari del settore raccontando il proprio percorso di formazione e le criticità del lavoro sul campo.

 

«Per ogni project manager o produttore», ha esordito Bruschetti, «il dialogo è fondamentale. Più ci si confronta con artisti, registi o musicisti, maggiori saranno le possibilità di realizzare un buon prodotto». Un prodotto che per essere promosso (e venduto) con successo dovrà conciliare qualità artistica e una efficace gestione economica.

 

La sfida, infatti, sta qui: nel trovare il giusto equilibrio tra esigenze artistiche e commerciali. Per far questo occorrono competenze di vario tipo, conoscere l’arte, essere informati sul teatro e sul cinema, ma occorre anche utilizzare strumenti propri del management con i quali effettuare un’analisi corretta dei costi, ottimizzare tempi e risorse.

 

Acquisire tutta questa “expertise” non è una questione di master. «Queste», ha spiegato Bruschetti, «non sono competenze che vengono fuori da un percorso di studio. I ragazzi oggi hanno molte possibilità e c’è una grande varietà di master focalizzati su alcuni specifici temi. Quello che, però, un percorso formativo di tipo accademico non dà è l’esperienza sul campo, che deve essere personale. Sono gli incontri che fanno la differenza».

 

Una professione, quella del project manager di eventi culturali e artistici, in cui si ha successo se si è curiosi, se si è dotati di capacità di teamworking e networking (fondamentali per costruirsi una rete di rapporti con i media) e se si ascolta il web, soprattutto i social media.

 

«È un lavoro impegnativo, che non ha orari», ha concluso Bruschetti, «perché il project manager è la persona che fa funzionare la macchina. Deve coordinare il lavoro di molte persone e mettere gli artisti nelle condizioni migliori per esprimersi. Deve quindi dare prova di umiltà nel mettersi al servizio degli altri».