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CATTOLICA FACTORY NEWS
22 Giu 2015

Promuoversi con i social media: tra video streaming e funzioni “nascoste”

Trasformare la Rete in un proprio alleato è la sfida da vincere per chiunque oggi voglia comunicare se stesso, la propria startup o i propri interessi ad un “pubblico” specifico.

 

Nel caso dei social media (o dei social network, anche se la distinzione oggi tende a scomparire) diventa fondamentale conoscere la specificità del medium scelto e padroneggiarne le funzionalità. Ancora meglio se si conoscono le funzionalità nascoste, quelle meno utilizzate ma molto efficaci per fare autopromozione e un buon networking.

 

Perché i social media? Per un motivo molto semplice: se fino a qualche tempo fa i selezionatori del personale cercavano notizie sui candidati andando su Google, ora la ricerca inizia direttamente su Facebook&Co. senza passare prima per il motore di ricerca di Mountain View. Un’abitudine condivisa anche dai clienti dei freelance o dai potenziali investitori di startup.

 

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A ognuno il suo social

 

A parte LinkedIn, che è un capitolo a parte, le opzioni sono molte. L’ultima frontiera sembra essere quella del “mobile video streaming” esploso con Periscope, ma non a tutti serve lanciarsi in dirette flash.

 

Molto più utile cominciare a ragionare in termini di ascolto, monitoraggio e presidio. Un fase che serve a capire quali sono le fonti o i contatti di interesse e che fa la differenza tra un post o un tweet casuale e un engagement intelligente, magari accompagnato da blog, videoblog, attività di content curation ecc ecc. Insomma, ben venga anche Periscope se serve!

 

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FACEBOOK: il tuo prolungamento social o no?

 

Efficacissimo nel creare una sintesi della persona, si presta a moltissimi utilizzi. Oggi praticamente ogni azienda, dal colosso alla piccola impresa familiare, ha una “fanpage”. Utilizzare le notifiche può essere un buon modo per tenere d’occhio le pagine d’interesse e anche per imparare il linguaggio usato da chi opera nel settore nel quale vorremmo lavorare.

 

In generale, poi, vale sempre la pena perdere un po’ di tempo a controllare il settaggio del proprio profilo, le impostazioni della privacy o i contenuti che si condividono con le diverse cerchie di amici. Ricorda: non tutti vogliono vedere le foto delle tue vacanze o i tuoi momenti di intimità, così come non a tutti interessano solo le tue attività professionali! Tienilo sempre a mente. Abituati a considerare i tuoi amici come un pubblico e chiediti sempre se condividere un post è utile o no.

 

TWITTER e il potere delle liste

 

Twitter è una miniera. Consente di ordinare le persone o i soggetti che seguiamo in liste per argomento o settore. Renderle pubbliche o meno ai propri follower può rivelarsi una mossa intelligente per costruire la propria reputation su un determinato tema.

 

Intorno al social dei 140 caratteri sono nate poi applicazioni come Tweet Deck, molto utilizzata dai marketing manager per monitorare gli influencer di settore oppure per trovare contenuti su uno specifico tema e approfondirne la conoscenza.

 

Segui le agenzie, le aziende o le startup per le quali vorresti lavorare. Non tanto, o non solo, per interagire, ma per ascoltare e avere da Twitter “suggerimenti” più mirati su altre persone, o società in linea con il nostro ambito di interesse. È un modo intelligente per far sì che ciò che ci interessa venga a noi, e non il contrario. Osservare vuol dire anche capire come lavorano e chi seguono e secondo quali logiche.

 

Seguire gli hashtag delle conferenze e degli eventi. Vuol dire presidiare quei luoghi e quei topic più frequentati da company, agenzie, esperti di comunicazione, selezionatori del personale e in generale costituiscono una buona occasione di interazione con personaggi influenti o particolarmente attivi.

Se decidi di seguire una strategia con una tempistica ben precisa, usa piattaforme come Hootsuite per programmare la pubblicazione di post o tweet.

 

Per chi ha molto da raccontare

 

Per gli innovatori e i team esistono piattaforme collaborative che consentono la condivisione in real time di progetti e idee, strumenti che sono a metà tra una chat live e un documento. Oltre ai vari Dropbox e Google Drive, tra i social media tools per il lavoro rientrano ad esempio Canva (utilissimo anche per lavorare a presentazioni) o Trello.

 

Se lo storytelling è la tua passione (o del tuo team) al posto del tradizionale blog potresti scegliere Storify, un tool perfetto per raccontare storie o le tue attività costruendo racconti molto personalizzati e accattivanti con contenuti multimediali, dai post di Facebook ai Tweet fino ai video su Youtube.

 

Per chi ha già competenze e conoscenze da condividere una strategia più avanzata è la content curation, ovvero la creazione di pagine personali (pubbliche o no) che si vanno a costituire di contenuti scelti sulla base del tuo profilo. Le piattaforme di content curation, che aggregano per tema, filtrano e riorganizzano contenuti multimediali possono essere poi collegate ai nostri social e trasformarsi in una sorta di testata personalizzata. Un minisito che si costruisce di tasselli (tipo tessere o cards) con il quale si può comunicare il nostro interesse (o le nostre competenze) su alcuni temi. Qui la scelta è molto ampia: Scoop,it!, Paper.li, Swayy, Flipboard ecc ecc. Trovare quello giusto è una questione di ricerca e sperimentazione che darà i suoi frutti a lungo termine!