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CATTOLICA FACTORY NEWS
12 Mag 2016

Soft Skills: le competenze leggere che danno peso al tuo profilo professionale

Titolo di studio e votazione, esperienze all’estero, conoscenza dei nuovi strumenti digitali, interessi, passioni. Tra le tante voci che un giovane in cerca di opportunità deve sapere valorizzare e comunicare , spesso ne manca una fondamentale nel mondo del lavoro iper settorializzato di oggi in cui per fare la differenza è necessario “saper essere” perché il “sapere” non basta più. Le soft skills sono quelle competenze più comunemente chiamate trasversali o trasferibili , proprio perché “legate alla persona, al saper essere”, si sviluppano in esperienze di diversa natura (personali oltre che professionali) e proprio perché seguono la persona, si possono “trasferire” da un contesto all’altro.

Ed è evidente che ad oggi non si “imparano”  a scuola o in università, al mondo dell’istruzione e accademico viene infatti ancora oggi sollevata questa critica precisa da parte del mondo dell’impresa per il quale le soft skills sono ormai diventate un “must have” non soltanto per selezionare nuove risorse ma anche perché sono le competenze che fanno la differenza anche all’interno di un percorso di carriera. Abbiamo chiesto a Monica Pizzamiglio, consulente di orientamento e sviluppo di Progetto di vita – cattolica per i giovani quanto peso hanno le soft skills all’interno di un curriculum e come si possono migliorare.

 

«Le competenze trasversali sono capacità che sottendono caratteristiche della personalità e della modalità con cui si percepisce se stessi e il contesto in cui si è immersi – spiega l’esperta – sono caratteristiche della persona che non si acquisiscono con lo studio, perché non sono competenze tecniche, ma che si sviluppano tramite le esperienze e permettono di dire qualcosa in più sulla persona. in breve, dimostrano chi si è». Qualche esempio? «Una è il problem solving, ovvero la capacità dato un certo obiettivo, di analizzare gli scenari complessi in cui raggiungerlo, individuare gli elementi fondanti e le priorità e mettere in campo azioni risolutive per rimuovere gli ostacoli  chiarisce – oppure il team working, la capacità di promuovere azioni e comportamenti efficaci che facilitino l’interazione positiva con gli altri al fine di raggiungere gli obiettivi comuni. C’è poi la flessibilità di pensiero, ossia l’attitudine a guardare la realtà da prospettive diverse, ad esser pronto ad accogliere la bontà delle prospettive altrui che migliorano la tua visione d’insieme, e così via… ».

L’importanza di riconoscere e “allenare” le proprie competenze trasversali è strettamente connessa alla spendibilità che queste hanno sul mercato del lavoro? «Certamente – continua Pizzamiglio – le soft skills sono proprio quelle caratteristiche che permettono alla persona, ma anche all’azienda, di riconoscere la posizione più adatta a ciascuno. Per questo ho sempre pensato fosse un controsenso chiamarle “leggere” quando per le aziende pesano moltissimo nell’individuazione di un possibile candidato: sono le competenze che fanno la differenza in un mercato specializzato ma nel quale le competenze tecniche si possono acquisire e imparare nel tempo mentre non è così per le competenze trasversali che però sono i veri elementi che consentono un maggior grado di matching fra domanda/offerta. Nei  giovani che arrivano da noi, però, abbiamo spesso riscontrato la loro difficoltà nell’identificarle e nell’essere consapevoli di possederle».

 

Quali sono le strategie che, come Progetto di vita, mettete in campo per accompagnare i ragazzi in questo necessario percorso di “riconoscimento”? «Tra i nostri laboratori di sviluppo abbiamo programmato una giornata al mese interamente dedicata ad una specifica soft skills – sottolinea Monica – si tratta di laboratori di otto ore durante i quali i partecipanti possono sperimentare l’esercizio della competenza attraverso attività pratiche in piccoli gruppi o in individuale che si accompagnano ad un costante debrifieng da parte del trainer. prima di partecipare chiediamo ai ragazzi un colloquio di conoscenza per verificare che la competenza che andranno ad approfondire sia in linea con i propri obiettivi professionali e, in seguito, procediamo ad un feedback che potrebbe concludersi, con un percorso personalizzato di individual coaching. quest’anno abbiamo scelto di lavorare su sei competenze: selfempowerment, decisioni efficaci, leadership, promozione di sé, team working e networking».